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Inaugurazione

InaugurazioneNella seduta del 7 dicembre del 1921, sotto la presidenza del prof. Eugenio Vitrano, il liceo Classico G. Garibaldi di Palermo decide di affidare la maggior parte della dotazione scolastica ministeriale e di quella comunale ai gabinetti di Fisica, Scienze e Chimica e Storia naturale.

Non è poco per un liceo classico in un periodo in cui il Greco e il Latino la fanno da padroni con rispetto dell’Italiano, della Storia e della Filosofia. Il resto è secondario, compresa la lingua che si studia solo al ginnasio.

Il 12 gennaio del 1924 sempre il preside Vitrano convoca una seduta collegiale per comunicare ai docenti il contenuto della circolare n.105 riguardante le “ proiezioni luminose ( fisse ed animate)”.

Entusiasta l’illuminato dirigente si augura “ che ben presto si cominci a fare largo uso di un mezzo didattico così attraente ed istruttivo”. Grazie a questa lungimiranza il liceo, situato in quegli anni nella sede di via Giovanni di Giovanni, si arricchisce di numerosi strumenti scientifici su cui si formano generazioni di studenti che costituiranno la classe dirigente della città.

Dopo qualche decennio gli strumenti , ormai desueti, giacciono impolverati negli scatoloni dell’archivio o nelle vetrinette di fronte agli sguardi distratti di alunni e docenti. Alcuni spariscono misteriosamente. Nel 1996 un gruppo di lavoro, promosso dalla prof. Giorgia Foderà Serio, ex-allieva del Liceo, già responsabile scientifico del Museo della Specola dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, tramite il registro di inventario degli anni Venti, comincia a identificare e catalogare strumenti in parte smontati e spesso irriconoscibili.

Il gruppo, formato dai professori M. Antonietta De Blasi, Renata Donatelli, Giovanna Federico, A. Maria Pelligra, Lina Traina, Maria Cutrera e dall’assistente tecnico sig. Antonino Di Stefano, prende consapevolezza di avere trovato un tesoro degno di un museo. Detto e fatto. La squadra delle docenti-coraggio, dirette dalla prof. ssa Donata Rindone, non si ferma di fronte a nessun ostacolo. Alla faccia di quelli che sostengono che i proff. sono demotivati e che il mondo gira solo intorno al denaro! Intanto dal 2000 il gruppo di lavoro è costituito dalle docenti M. Antonietta De Blasi, Giovanna Federico, Rosa Micciancio, Anna Maria Pelligra e dall’assistente tecnico sig. Agostino Bruno, sempre con il coordinamento della prof. Donata Rindone. Nella ristrutturazione del liceo, il gruppo ottiene che un’ala dell’istituto sia destinato al museo scientifico che in breve tempo viene allestito dal Centro Regionale Progettazione e Restauro. Tre ambienti, nove sezioni, centocinquanta strumenti. Molti altri attendono di essere catalogati.

Anche il profano nel guardare dentro le vetrine non può fare a meno di stupirsi. C’è il tellurium, inserito nell’antico inventario nel 1916, che serve a dimostrare i moti del sistema Terra-Luna rispetto al Sole. Uno simile si trova in un museo di Praga, ma il nostro è più bello, anche se è andato perduto il globo solare. Una chicca sono i quattro vetri per lanterna magica del 1932, mentre sono una rarità i preparati microscopici di organismi animali risalenti alla fine dell’Ottocento, firmati dal preparatore. E per capire perché la città ha avuto in passato tanti luminari della medicina basta guardare la vetrina di stereoscopia con fotografie stereoscopiche con spiegazione in inglese relative all’anatomia e ad altro. Cervelli, budella e fegatini.

Non dirò altro per non rovinarvi la sorpresa il giorno dell’inaugurazione, il 30 settembre 2004 alle ore 17.00.

Leda Melluso, già docente di Italiano e Latino del Liceo

Nel liceo classico un museo scientificoDi Elena PiazzaPunti di vistaIl Tellurium per studiare gli astriI termometri in vetrina: ne abbiamo treFra alambicchi e pendoli (parte 1)Gruppo di lavoroFra alambicchi e pendoli (parte 2)